Il Candomblé e la Cucina
(Convegno teorico-pratico svoltosi presso la sede dell'Associazione)

 

 
 

ACAÇÁ DI OXALÁ


  INGREDIENTI:

   Canjica (mais cristallo), acqua, foglie di banano.


  PROCEDIMENTO:

Lasciare la canjica in ammollo per una notte, dopodiché triturarla finemente.
  Farla decantare in una bacinella capiente per circa due ore, eliminando eventuali pezzi rimasti grossi, che possono essere nuovamente triturati. 
  Eliminare il liquido di superficie e cuocere, mescolando, la canjica triturata e un poco del liquido di ammollo in una pentola -meglio se antiaderente- sino ad ottenere un composto della consistenza di una polenta lieve. Per verificare se la consistenza è quella giusta, far cadere una goccia di preparato in un bicchiere d'acqua fredda: se si indurisce all'immersione, la cottura può essere interrotta.
  Mentre si lascia intiepidire il preparato, si predispongono le foglie di banano passandole velocemente sulla fiamma al fine di farne fuoriuscire il liquido oleoso, ma senza bruciarne le fibre. Eliminare poi la nervatura centrale e tagliare i due lembi della foglia in quadrati di 10-15 cm per lato.
  Porre un cucchiaio di composto al centro di ogni quadrato e ripiegarne i lati per ottenere la forma desiderata.
  Lasciare raffreddare, quindi sformare eliminando la foglia e trasferire nel recipiente di portata. 




              
              

 Oxoguiã, Oxalá giovane, fa parte del gruppo degli Orixás detti "freddi", ossia associati ad elementi della natura che il pensiero nagô-yorubá considera freddi.
 L'elemento che viene associato ad Oxalá è il cielo, inteso come atmosfera, aria, altezza.
 Il cibo-base che prepariamo per Oxoguiã è l'acaçá, piramidine di polenta di mais bianco.
  Il giorno della settimana in cui offrire questo cibo a Oxoguiã è il venerdì, giorno a lui dedicato.
             
              
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